Salvatore Gullotto: “Una stagione complicata, ma la squadra ha dimostrato carattere”
Il vice allenatore del Roseto Basket 20.20 ripercorre l’annata tra difficoltà e segnali positivi
Coach, cominciamo dall’inizio. Quali erano le aspettative della squadra a inizio stagione e cosa pensavate di poter ottenere?
Le aspettative erano alte: puntavamo a un campionato di buon livello e, se possibile, alla qualificazione ai playoff. Il gruppo era motivato, lo staff tecnico preparato e c’era la convinzione di poter dire la nostra. Purtroppo, l’andamento della stagione ha preso una piega diversa da quanto previsto.
C’è stato un momento in particolare in cui avete capito che l’obiettivo playoff stava sfumando?
Sì, credo che la sconfitta in casa contro Teramo sia stata uno spartiacque. Quella partita ha innescato dinamiche interne complesse, culminate poi nella separazione consensuale tra coach Castorina e la società. Da lì in poi è stato necessario ricompattare il gruppo e ridefinire gli obiettivi.
Ha svolto il ruolo di capo allenatore per due partite: che esperienza è stata e che riscontri ha avuto dalla squadra?
È stata un’esperienza intensa e formativa. La prima partita, contro l’Olimpia Castello, è stata molto significativa: una vittoria sofferta, ma fondamentale per tenerci in corsa. Nella seconda, a Matelica, abbiamo dato tutto, ma contro una squadra molto forte non è bastato. In ogni caso, ho ricevuto una risposta positiva dai ragazzi.
Salvatore Gullotto, vice allenatore Roseto Basket 20.20
L’arrivo di Stefano Foglietti ha rappresentato una svolta: in cosa ha inciso maggiormente secondo lei?
Coach Foglietti ha portato nuova energia, entusiasmo e idee chiare. La squadra ha ritrovato fiducia e ha saputo reagire sul campo. La vittoria contro Recanati è un esempio lampante del cambio di mentalità e approccio.
Guardando al finale di stagione, cosa è mancato per raggiungere i playoff?
Sono mancati alcuni dettagli nei momenti cruciali, come nella partita contro Bramante, persa di un solo punto. Inoltre, la formula del campionato non ci ha aiutato: i punti guadagnati contro squadre poi qualificate ai playoff non sono stati conteggiati nella fase playout. Un peccato, perché avevamo fatto bene contro formazioni di alto livello.
Quali aspetti positivi si possono comunque trarre da questa stagione?
Sicuramente la reazione della squadra nella seconda fase. Abbiamo espresso un bel basket, con una media di 80 punti a partita. Anche se con un’attitudine più offensiva che difensiva, i ragazzi hanno dimostrato carattere e attaccamento. Soprattutto, abbiamo mantenuto la categoria, che era l’obiettivo minimo, ma fondamentale.
Uno sguardo al futuro. Quali sono le sue speranze per il prossimo anno con Roseto Basket 20.20?
Mi auguro che si possa costruire continuità, lavorando su quanto di buono è stato fatto e correggendo ciò che non ha funzionato. Roseto merita di crescere in questo campionato e, perché no, puntare più in alto. Spero di poter dare ancora il mio contributo, con la stessa passione e determinazione.
