Roseto, l'ex Hotel Mion infiamma lo scontro politico: volumetrie raddoppiate e futuro turistico
SìAmo Roseto parla di "ecomostro" e distruzione del lungomare. La maggioranza, tramite Fare per Roseto, difende un investimento milionario per un hotel cinque stelle, giustificato dalla formula Condhotel.
La riqualificazione dell'ex Hotel Mion sul lungomare di Roseto degli Abruzzi è al centro di una dura polemica politica tra maggioranza e opposizione.
Al centro del dibattito non è solo la destinazione d'uso, ma l'impatto urbanistico del progetto.
L'operazione, difesa dal gruppo consiliare Fare per Roseto come un necessario rilancio turistico, viene definita da SìAmo Roseto un "ecomostro" dovuto a un raddoppio della volumetria esistente.
Stando ai dati emersi, il progetto prevede una superficie netta totale di 7.715,23 mq, a fronte dei 3.970,98 mq attualmente esistenti, risultando in un incremento di oltre 3.700 mq.
È proprio la nuova cubatura l'aspetto più contestato da una parte della politica locale.
SìAmo Roseto ha lanciato un duro monito, affermando che la notizia della "cosiddetta riqualificazione" nasconde il dato più significativo: la struttura complessiva del vecchio hotel risulterebbe praticamente raddoppiata.
Il gruppo lamenta che tale scelta urbanistica non faccia parte di una visione organica e sostenibile per la città.
"Si autorizzano colate di cemento a suon di varianti," è la critica sollevata, sottolineando come l'amministrazione si concentri solo su permessi edilizi mentre "la città cade a pezzi, i servizi sono stati ridotti e le strisce blu dilagano".
Il gruppo di minoranza ha espresso la forte preoccupazione che tale iniziativa possa "distruggere il territorio rosetano in modo irreversibile".
Viene sollevato anche il tema del Piano Regolatore Generale (PRG): secondo gli esponenti di SìAmo Roseto la decisione sarebbe stata presa con il forte rischio che il nuovo PRG non arrivi mai in aula, portando a spendere inutilmente centinaia di migliaia di euro "a carico dei semplici cittadini" per incarichi progettuali.
I rappresentanti di SìAmo Roseto hanno concluso il loro intervento pubblico con un appello agli enti di controllo, augurandosi che essi "conducano un'attenta valutazione" del progetto e ne impediscano la realizzazione per tutelare l'interesse della collettività.
La formula "Condhotel" giustifica l'aumento volumetrico
L'origine della controversia sull'aumento di cubatura risiede nella formula ricettiva scelta per il progetto: il Condhotel.
Non si tratta di una trasformazione in semplice condominio, ma di un particolare modello disciplinato dal D.P.C.M. del 2017, che mira a incentivare investimenti in strutture di lusso.
Il Condhotel è un albergo a tutti gli effetti, ma che consente la vendita fino al 40% delle sue unità immobiliari (camere o appartamenti) a privati.
Questi acquirenti, pur essendo proprietari, sono obbligati ad affidare l'unità in gestione all'operatore alberghiero.
Possono utilizzare la loro proprietà solo per un periodo limitato dell'anno (in genere dalle 2 alle 6 settimane), garantendo che la funzione primaria dell'immobile rimanga strettamente turistico-ricettiva.
I proprietari, naturalmente, ricevono una percentuale sui ricavi generati dall'affitto delle loro unità abitative, a fronte di una serie di servizi garantiti dal gestore per almeno 10 anni (l'accordo tra proprietario e gestore è rinnovabile o rinegoziabile).
Le leggi nazionali e regionali sul rilancio turistico concedono spesso un bonus volumetrico significativo per i progetti di Condhotel.
Questo aumento della cubatura è la leva finanziaria che rende sostenibile la riqualificazione di strutture fatiscenti e la loro elevazione a standard di lusso (4 o 5 stelle).
I nuovi volumi sono tipicamente destinati alla creazione di servizi comuni di alta gamma (SPA, aree congressuali, ristoranti panoramici) che la normativa impone per ottenere l'alta classificazione alberghiera.
Rendering Progetto - Vista da sud-est
Rendering Progetto - Vista da nord-est
Rendering Progetto - Vista da ovest
La maggioranza, rappresentata dal gruppo consiliare Fare per Roseto, respinge con decisione le accuse, definendole "falsificazioni" e "strategie tendenziose".
Secondo l'esecutivo, si tratterebbe di una politica ormai superata, basata sul "buttare fumo negli occhi ai cittadini" per attaccare preventivamente ogni proposta.
Il gruppo difende l'iniziativa imprenditoriale relativa all'ex Hotel Mion, un immobile dismesso da anni, come una "proposta che valorizza la città" e che prevede un investimento privato compreso tra i 15 e i 20 milioni di euro.
Il progetto, è stato chiarito, punta a realizzare una nuova struttura turistico-ricettiva di lusso a cinque stelle.
I rappresentanti in Consiglio Comunale di Fare per Roseto hanno specificato che la nuova struttura non prevede la realizzazione di appartamenti privati e che l'area rimarrà a destinazione turistico-ricettiva, come stabilito da normativa regionale e nazionale.
L'iniziativa, ha aggiunto la maggioranza, è considerata una "misura di rilievo" che segna un "passaggio decisivo per la riqualificazione di un tratto del nostro lungomare".
La nuova struttura alberghiera è stata descritta come "moderna ed evoluta", con servizi di alto livello come SPA, centro benessere, sale per eventi e ristoranti panoramici.
L'esecutivo ha poi ribadito che il testo in esame è un atto d’indirizzo che non è definitivo, ma dovrà essere sottoposto al vaglio di tutti gli organi competenti, inclusi gli uffici regionali e provinciali, prima dell’approvazione finale.
L'ex Hotel Mion visto dalla spiaggia
