Mario Nugnes si racconta. I sogni e le fatiche del sindaco di Roseto degli Abruzzi

Una chiacchierata a cuore aperto con il primo cittadino di Roseto degli Abruzzi. Dalle telefonate più assurde ai sogni per il futuro della città. Dagli errori commessi alle speranze per i giovani rosetani.

Agosto 25, 2025 - 07:40
Aggiornato: 9 mesi fa
Mario Nugnes si racconta. I sogni e le fatiche del sindaco di Roseto degli Abruzzi
Il sindaco di Roseto degli Abruzzi Mario Nugnes

Sindaco, quante volte hai cambiato idea su una decisione importante dopo aver sentito la voce di un cittadino per strada?

Più che cambiare idea sui suggerimenti leciti e giusti dei cittadini, ho approfondito con gli uffici e i dirigenti per cercare di fare il massimo seguendo le loro indicazioni e le norme di legge.
Viceversa, è capitato spesso che un cittadino, dopo aver capito le motivazioni alla base di una scelta, abbia cambiato idea rispetto alle sue convinzioni iniziali.
Ti faccio un esempio concreto.
C'erano concittadini convinti di aver comprato regolarmente dei loculi al cimitero, quando invece, non essendoci ancora un servizio strutturato, un regolamento applicabile o un dirigente dedicato, si erano create false aspettative.
Per fortuna, nonostante il malcontento iniziale, hanno compreso che dovevamo operare secondo le norme.
Certo, dal dialogo costruttivo con i rosetani nasce spesso il cambiamento.
A volte, grazie a loro, modifico le mie idee e le porto in giunta come miglioramenti.
Ad esempio, abbiamo rivisto l'aumento della mensa scolastica e ora faremo un bando per calmierare i costi per le famiglie meno abbienti.

Qual è la telefonata più assurda che hai ricevuto da quando sei sindaco? E quella che ti ha commosso di più?

La più assurda?
La prima chiamata appena insediato.
Mi chiama la dirigente responsabile della ASL di Teramo che vuole finalmente parlare con un sindaco per la situazione cimiteriale.
Non mi aspettavo che ci sarebbe stata tanta attenzione su questo tema fin dal primo giorno.
Le chiamate che più mi hanno commosso, invece, appartengono a una casistica più ampia, quella delle persone più bisognose.
È emblematico il caso di un ragazzo che era stato incarcerato e che, grazie a una dettagiata relazione dei servizi sociali e a un percorso educativo, è stato reintegrato nella società.
Ricordo anche un signore che viveva in una roulotte in condizioni di degrado totale.
Lo abbiamo aiutato a recuperare diritti che non sapeva neanche di avere e oggi percepisce una pensione che gli permette di vivere.
Le situazioni che riguardano i bambini, poi, mi riportano sempre a quello che conta davvero, alle priorità autentiche.
Ecco, quelle sono le telefonate che più mi commuovono.

Quando giri per Roseto, cosa vedi che noi cittadini non riusciamo a vedere? Cosa ti salta agli occhi che per noi è invisibile?

Vedo il futuro che stiamo costruendo.
Quando giro per Roseto, vedo la buca, ma vedo anche i 10 milioni sulla Romani, le scuole salvate dal degrado.
Vedo una città con le ossa buone che può ancora sorprendere, se smettiamo di piangerci addosso e lavoriamo insieme.
Vedo anche la fatica invisibile degli impiegati che lavorano fino a tardi per rispettare scadenze assurde.
Vedo la burocrazia che ci blocca quando vorremmo correre, una città che ha un potenziale enorme, ma deve fare i conti con vincoli che chi protesta nelle piazze virtuali non immagina neanche.

Se potessi risolvere solo tre problemi di Roseto con una bacchetta magica, quali sceglieresti? E perché proprio quelli?

Primo: snellire la burocrazia. I cittadini meritano risposte veloci, non tempi biblici per una pratica.
Secondo: lavoro per i giovani. Non voglio vedere i nostri ragazzi migliori scappare via, Roseto ha bisogno di futuro.
Terzo: manutenzione ordinaria. Strade, verde, illuminazione.
Sembra banale, ma è quello che tocca la vita di tutti ogni giorno.

Qual è il posto di Roseto dove vai quando hai bisogno di pensare? Dove ti senti davvero a casa nella tua città?

Il mare, la spiaggia...
La battigia la mattina presto quando non c'è ancora nessuno, ma anche al tramonto.
Lì sento il vero spirito di Roseto, il mare che non mente mai, la bellezza naturale che abbiamo la fortuna di avere.
È il momento in cui riesco a vedere la città com'è veramente, senza filtri.
E poi Piazza della Repubblica quando ci sono i bambini che giocano.
Lì sento il battito vero della nostra comunità, le voci delle famiglie, la vita che continua giorno dopo giorno.

C'è una critica che ti hanno fatto i rosetani che ti ha ferito davvero? Una che ti ha fatto dire "forse hanno ragione"?

"Siete tutti uguali, promettete e poi sparite."
Mi ha spezzato il cuore perché so che non è vero, ma ho capito che per chi aspetta da anni una strada sistemata, può sembrare così.
Ma quella che mi ha fatto più male è stata l'accusa sui posti in prima fila al concerto di Ferragosto 2024, che avevo riservato i posti migliori ad amministratori e amici.
Pensavo di aver fatto una cosa normale per le autorità, invece la gente l'ha vista come un privilegio.
Ho capito che ogni gesto viene interpretato, che bisogna stare attenti anche alle apparenze.
Quelle critiche mi hanno cambiato.
Ad esempio, se adesso prometto qualcosa dico anche quando e perché.
E quando organizzo eventi insieme all'amministrazione, penso sempre a come li vedranno i cittadini.

Cosa ti manca di più della vita di prima? Cosa rimpiangi di quando eri un cittadino normale?

Poter dire che una strada fa schifo senza che diventi subito "dichiarazione programmatica".
Prima ero Mario che si lamentava, ora sono "il sindaco che critica".
Certo, a volte mi manca girare per Roseto per essere solo me stesso e non sempre "l'istituzione".
A volte vorrei prendere un caffè in pace, ma molto spesso non è possibile.

Se dovessi convincere un giovane rosetano a non andarsene dalla città, cosa gli diresti? Quali carte giocheresti?

"Qui puoi essere protagonista e non comparsa. A Milano sarai il numero 2.000.000, qui sei Roberto, il figlio di Giuseppe, quello che ha avuto quell'idea geniale per il lungomare. Abbiamo il mare a due passi, scuole rinnovate e costo della vita di gran lunga inferiore a quello di altri centri. Soprattutto, abbiamo bisogno di te. Questa città può essere quello che tu e gli altri giovani la farete diventare. Resta e rendila migliore!"

Qual è il sogno più grande che hai per Roseto? Quello che ti fa alzare la mattina con entusiasmo?

Una Roseto che non sia più solo città di passaggio.
Quando uno dice "vado a Roseto" non deve essere solo per la spiaggia d'estate, ma per una qualità urbana che dura tutto l'anno.
Sogno una città dove i nostri figli scelgano di restare perché trovano qui le stesse opportunità di altrove, ma con la qualità della vita che solo Roseto sa offrire.

Tra dieci anni, quando ormai non sarai più sindaco, cosa speri che i rosetani diranno di te al bar o al mercato?

"Era uno che ci metteva la faccia. Magari non ha azzeccato sempre tutto, ma quando c'era da decidere decideva e quando c'era da prendersi responsabilità se le prendeva."
Spero dicano anche che ho lasciato Roseto meglio di come l'ho trovata e che con me si poteva sempre parlare.

Sindaco, qual è l'errore più grande che hai commesso? Quello che ancora oggi ti fa dire "se potessi tornare indietro..."?

Ho pensato che i fatti parlassero da soli.
Errore madornale.
Abbiamo lavorato come matti sui cantieri, sulle scuole, sui servizi, ma in silenzio.
La gente vedeva solo i disagi, non il perché.
Se tornassi indietro, dal primo giorno spiegherei tutto: "Cari rosetani, domani iniziamo i lavori in via Roma, saranno tre mesi d'inferno ma poi avrete una strada che durerà vent'anni."
Il silenzio totale, in politica, equivale a un suicidio.

Se per una settimana dovessi fare un lavoro normale a Roseto, cosa sceglieresti e perché?

Difficile scegliere tra barista e commerciante.
Il bar è l'osservatorio sociale perfetto, lì passano tutti e senti il polso vero della città.
Ma mi piacerebbe anche fare il commerciante, visto che in passato ho lavorato con soddisfazione in una bottega del commercio equo e solidale.
Dietro al bancone di un negozio capisci tutto.
Chi ha i soldi e chi fa fatica, cosa serve davvero alla gente, quali sono i problemi veri delle famiglie.
Il commerciante è quello che sa se l'economia gira o se la città sta morendo.
È lì che senti se le tue politiche funzionano davvero.

Qual è la cosa più bella che un cittadino ti ha mai detto? E la più dura da digerire?

La più bella?
Una volta un anziano, al mercato, mi ha fermato e mi ha detto "Sindaco, si vede che ti dispiace davvero quando le cose non vanno." Non "bravo" o "complimenti". Mi aveva visto soffrire per la città ed è per questo che le sue parole mi mi sono arrivate dritte al cuore.
La più dura?
"Con voi è peggio di prima." Punto. Senza spiegazioni, senza possibilità di replica. Ti rimane dentro per giorni perché pensi: "E se avesse ragione?"

A che ora ti svegli la mattina e qual è il primo pensiero che ti viene in mente su Roseto?

Mi sveglio verso le sei e mezzo.
Il primo pensiero va sempre alle mie tre figlie, come stanno, cosa faranno oggi, se sono serene.
È il pensiero di un papà, prima ancora che di un sindaco.
Poi arriva Roseto: "Cosa c'è da risolvere oggi?"
Perché ogni giorno c'è sempre qualcosa, una chiamata urgente, un problema imprevisto, una decisione importante da prendere.
Poi, però, durante la giornata penso: "Che fortuna vivere in una città come questa."
Anche nei giorni più difficili, rimane sempre questa consapevolezza della bellezza del posto in cui viviamo.

Se i rosetani potessero farti una sola domanda, quale pensi che sarebbe? E come risponderesti?

"Ma quando si risolvono i problemi delle strade?".
È la domanda che mi fanno tutti i giorni in forme diverse.
La risposta è che stiamo lavorando con un piano pluriennale.
Non possiamo sistemare tutto subito, ma abbiamo una programmazione precisa.
Nel frattempo facciamo il possibile con la manutenzione ordinaria, ma il vero salto di qualità arriverà con gli investimenti strutturali che stiamo pianificando.
So che vorrebbero rispondessi "domani mattina", ma la mia è una risposta onesta e sincera.

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Lorenzo Mazzocchetti

Ideatore e fondatore di Roseto24.it, unisce un grande desiderio di conoscenza a una buona dose di sana ironia. Sa raccontare le vicende locali con uno stile originale e coinvolgente, trasformando il sito in un punto di riferimento per chi vuole scoprire e vivere la città in tutte le sue sfumature.