Kevin Di Marco: "La musica è la mia missione per unire le persone"

Dal blues delle Azzorre a Oakland, fino al ritorno a Roseto. Il viaggio di un giovane musicista che ha fatto del mondo la sua scuola di vita.

17 Ottobre 2025 - 11:30
Kevin Di Marco: "La musica è la mia missione per unire le persone"
Il musicista Kevin Di Marco nel suo studio domestico alle Azzorre

A soli ventinove anni, Kevin Di Marco ha già vissuto più vite musicali.
Chitarrista e cantante blues/rock nato a Roseto degli Abruzzi, ha attraversato oceani e culture: Portogallo, Inghilterra, California, per poi tornare "a casa" con un bagaglio di esperienze che pochi artisti della sua generazione possono vantare.
Ha studiato la musica afroamericana nella sua culla californiana, ha suonato davanti al Presidente della Repubblica portoghese, e ora sogna di poter offrire il proprio contributo per fare di Roseto un nuovo polo culturale-musicale.
La sua storia è quella di chi ha avuto il coraggio di perdersi per ritrovarsi, di abbandonare tutto per poi rinascere più forte.

Lo incontro in una piacevole domenica mattina di ottobre.
Mentre lo aspetto il sole entra morbido dalle grandi vetrate dell’Hotel Liberty di Roseto degli Abruzzi, tingendo di oro il pavimento e le pareti.
Kevin arriva con passo calmo, il cappellino americano calato leggermente sulla fronte e i Ray-Ban da aviatore che riflettono la luce.
Sorride, un sorriso insieme timido e sicuro, come chi ha già visto il mondo, ma resta curioso di raccontarlo.
Si siede di fronte a me, appoggiando lo zaino accanto alla sedia, e si stiracchia appena, come per allentare la tensione della strada percorsa per arrivare fin lì.

Raccontami un po’ di te, della tua infanzia e di come hai iniziato con la musica.

Kevin inspira lentamente, muove le mani come se accarezzasse un ricordo invisibile.

“Dall’età di sei anni ho vissuto tra l’Italia e le Azzorre grazie a mio nonno materno che si era trasferito lì. La prima chitarra me l’ha comprata mio padre, a Roseto, notando il mio interesse e la propensione per la musica, in particolare per questo strumento. Sin da giovane ho studiato musica, scoprendo poi il blues grazie ad insegnanti locali. Desidero ringraziare pubblicamente due persone che sono state fondamentali nel mio percorso: la professoressa Eugenia Carradori, la mia insegnante delle medie, e Vincenzo Melchiorre Ricci, il mio maestro di chitarra, che mi hanno sempre sostenuto e incoraggiato durante la crescita. La passione si è alimentata anche attraverso altre esperienze significative, come collaborazioni con artisti di fama internazionale e partecipazioni a vari festival. Nonostante le sfide, tra cui un periodo di pausa e l’impatto del Covid, ho continuato a inseguire il mio sogno musicale.”

Gli occhi di Kevin brillano quando parla di blues e festival; si muove leggermente sulla sedia, come se il ricordo lo stesse accompagnando. Le mani si intrecciano sul grembo e poi si aprono lentamente, invitando chi ascolta a entrare nella sua storia.

Kevin Di Marco e un collega ricevono i complimenti del Presidente del Portogallo Marcelo Rebelo de Sousa dopo un concertoKevin Di Marco e un collega ricevono i complimenti del Presidente del Portogallo Marcelo Rebelo de Sousa dopo un concerto

Hai fatto una pausa dalla musica qualche anno fa, giusto? Raccontami di quel periodo.

Kevin si passa una mano tra i capelli, inclinando leggermente la testa, il cappellino che scivola un po’ all’indietro.

“Sì, nel 2018 ho preso una pausa sabbatica, chiamiamola così. Sono andato a Londra senza lavorare come musicista. Ho fatto di tutto, ho anche consegnato panini per "Uber Eats", perfezionando il mio inglese e imparando a vivere come un londinese insieme alla mia fidanzata brasiliana. Prima del 2018 c’era stato un periodo buio, ma il sogno di lasciare qualcosa di significativo nel mondo non mi ha mai abbandonato. Volevo usare la musica come ponte, come strumento per unire le persone e creare comunità. Adesso leggo della prossima realizzazione di un auditorium a Roseto, nel nascente polo culturale di Villa Clemente. Mi piacerebbe, un giorno non troppo lontano, poter organizzare un mini festival con artisti locali per celebrare la rinascita culturale della mia città.”

Si ferma un attimo, lo sguardo oltre la finestra verso il mare, e un leggero sorriso compare sulle sue labbra. C’è una luce negli occhi che racconta il peso dei momenti difficili, ma anche la gioia di un nuovo inizio.

E poi sei andato negli Stati Uniti… Oakland, giusto?

Kevin annuisce, le spalle si rilassano mentre ricorda il viaggio.

“Sì, negli Stati Uniti ho approfondito la mia passione per la musica afroamericana, soprattutto il blues. Allontanarmi da Roseto è stato fondamentale per la mia crescita musicale e personale. Ho incontrato nuove persone e vissuto esperienze che mi hanno cambiato la vita. Ho avuto l’occasione di suonare in contesti incredibili, tra cui uno yacht di un dirigente della EMI. Esperienze così ti fanno capire quanto possano essere diversi i mondi, ma anche quanto la musica possa avvicinarli.”

E poi sei tornato alle Azzorre… Come è stato quel periodo?

Sorride, inclinando leggermente la testa.

“Tornato alle Azzorre, mi sono stabilito nella casa del nonno materno. In Portogallo ho conosciuto tanti musicisti locali che mi hanno introdotto in una ricca rete di concerti, offrendomi opportunità incredibili. Ho suonato in festival, eventi privati e piccole sale, e ogni esperienza mi ha insegnato qualcosa di nuovo. Era un luogo dove potevo crescere artisticamente e allo stesso tempo costruire rapporti che sarebbero durati nel tempo.”

Si muove leggermente sulla sedia, come se stesse tracciando con le mani il percorso dei concerti e delle amicizie nate lì.

Oggi cosa significa per te fare musica?

Kevin si appoggia allo schienale, incrocia le mani e guarda il pavimento un momento prima di alzare lo sguardo verso di me.

“Per me la musica è una missione. È un modo per migliorare la vita degli altri, per unire le persone attraverso le emozioni, anche quando i concerti non sembrano perfetti. Voglio che chi ascolta senta qualcosa di reale, qualcosa che arrivi dritto al cuore.”

Sorride piano, e per un attimo sembra che l’aria intorno a noi si riempia di note invisibili... Delicate, ma potenti.

Quali sono i tuoi sogni futuri, oltre a suonare?

Inclina la testa, cercando le parole giuste.

“Voglio continuare a suonare, ma anche fare il produttore discografico. Voglio aiutare altri artisti a realizzare i loro progetti e contribuire al mondo della musica in modo più ampio. Desidero anche continuare a esplorare, a crescere e a lasciare un piccolo segno nel mondo attraverso ogni nota che posso suonare.”

Il silenzio riempie la stanza per un momento. Kevin sorride di nuovo, impercettibilmente, e la sua presenza sembra più grande dello spazio che occupa. Lo zaino accanto attende, silenzioso, pronto a testimoniare ogni passo del suo percorso.

E qual è il filo che unisce tutte le tue esperienze, dai viaggi al blues, dalle Azzorre a Roseto?

“È la ricerca di connessione,” risponde. “Connessione con le persone, con le culture, con me stesso. Ogni viaggio, ogni concerto, ogni pausa mi ha insegnato qualcosa. La musica è il mio linguaggio universale per raccontare tutto questo, per condividere emozioni e storie, per ricordare che non siamo mai soli.”

Si alza lentamente, sistema il cappellino e i Ray-Ban, e guarda il mare. La luce dorata del mattino accarezza il suo volto e riflette la sua energia silenziosa, fatta di passione, determinazione e sensibilità.

E adesso, dopo questa intervista, come torni alle tue radici?

Kevin sorride, un sorriso caldo e familiare.

“I miei nonni rosetani mi aspettano per il pranzo della domenica. Dopo tanto viaggiare e vivere esperienze lontane, tornare qui, tra famiglia e amici, e vivere quei piccoli gesti quotidiani è il modo migliore per ricordarmi da dove vengo e cosa davvero conta.”

Si avvia verso la porta, lo zaino in spalla, pronto a tornare nella sua quotidianità, tra musica, famiglia e sogni futuri.
La sua storia, in gran parte ancora da scrivere, resta sospesa nell’aria, come un accordo che continua a vibrare anche dopo che tutto tace.
Kevin Di Marco non è solo un musicista, è un giovane artista che ha attraversato mondi diversi e ora vuole restituire tutto questo attraverso la musica.
La "sua" musica.


INFO BOX

Kevin Di Marco
Età: 29 anni
Origine: Roseto degli Abruzzi
Genere musicale: Blues, Rock, musica afroamericana
Lingue: Italiano, Inglese, Portoghese
Esperienze internazionali: Azzorre (Portogallo), Londra (UK), Oakland (California, USA)
Instagram: https://www.instagram.com/kevinleo333
Facebook: https://www.facebook.com/kevindimarco333


Lorenzo Mazzocchetti Ideatore e fondatore di Roseto24.it, unisce un grande desiderio di conoscenza a una buona dose di sana ironia. Sa raccontare le vicende locali con uno stile originale e coinvolgente, trasformando il sito in un punto di riferimento per chi vuole scoprire e vivere la città in tutte le sue sfumature.